Fuoco · Marte · segno cardinale · si apre all'equinozio di primavera

Ariete: che cosa si dice del segno, e da dove viene

Dell'Ariete il ritratto lo conosci già: parte per primo, parla chiaro, ama le sfide, si annoia in fretta. Basta che prenda una decisione senza aspettare tutti perché qualcuno sorrida e dica «ecco, il solito Ariete». A volte la battuta ci prende. Altre volte lascia fuori la parte più interessante di chi hai davanti.

Questa pagina non ti dice come andranno le cose. Ti mostra da dove arrivano le idee che circolano sul segno, quali testi antichi le hanno messe in giro e quali, invece, raccontavano qualcosa di molto diverso. Il libro scende nelle scene e negli esercizi; qui trovi la parte citabile: le origini, le fonti, i tre decani.

Quello che si dice
Si dice che l'Ariete sia impulsivo, competitivo e sempre pronto a litigare: uno che carica a testa bassa e vuole vincere anche quando nessuno sta gareggiando.
Da dove viene davvero
Da due cose, soprattutto. La prima è il nome: «Ariete» viene dal latino aries, arietis, che indica il montone e anche l'ariete d'assedio, la macchina usata per colpire e sfondare una porta, spesso con una testa foggiata come quella di un montone. La seconda è il posto nello zodiaco: nello zodiaco tropicale l'Ariete apre il ciclo all'equinozio che porta la primavera nell'emisfero settentrionale, e da qui nasce una delle immagini più familiari del segno, quella della partenza. Le corna, la macchina da guerra e l'inizio si sono sovrapposte fino a sembrare una sola idea.
Cosa resta in piedi
Regge il legame con l'inizio e con l'azione: sta nei testi, nel Fuoco, nel carattere cardinale e nell'apertura del ciclo all'equinozio. Non regge l'equazione fra iniziare e avere fretta. Nel mito che dà il nome al segno il montone non sfonda niente: porta due fratelli in volo, sul dorso. E in un poema astrologico latino l'Ariete non combatte, lavora la lana.
La ruota dei dodici segni accanto a una ciotola d'acqua, di notte

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Nel mito il montone non carica, trasporta

Frisso sta per essere sacrificato. Sua madre Nefele interviene, prende lui e la sorella Elle e li affida a un montone dal vello d'oro ricevuto da Ermes. L'animale li trasporta in volo, sopra la terra e il mare. La fuga è raccontata così nella Biblioteca, un'antica raccolta di miti greci.

Il viaggio non porta entrambi in salvo. Elle cade in mare e muore. Frisso prosegue fino alla Colchide, sacrifica il montone a Zeus Fissio, cioè Zeus «dello Scampo», e consegna il vello al re Eeta, che lo inchioda a una quercia in un bosco sacro ad Ares. In questa storia le corna contano poco: conta il dorso su cui due fratelli possono salire.

Il finale cambia da un racconto all'altro. Negli Astronomica, un'opera antica sui miti del cielo attribuita a Igino, compare una versione in cui il montone lascia il vello e raggiunge le stelle. Sono vicende differenti, con finali che non si possono sovrapporre: il profilo moderno fatto di pregi e difetti ne conserva ben poco.

Il nome tiene insieme due gesti opposti

«Ariete» viene dal latino aries, arietis. Anche il simbolo grafico del segno, a due corna, richiama una testa di montone: è la lettura proposta, fra gli altri, dall'astrologa Lidia Fassio. L'animale si riconosce in pochi tratti, anche senza sapere nulla delle storie che lo accompagnano.

La stessa parola indica l'ariete d'assedio. Il montone del mito trasporta, la macchina colpisce: nel primo caso la forza serve a fuggire da un pericolo, nel secondo ad aprire un passaggio. Il nome li tiene vicini, senza fare della macchina da guerra l'origine del segno. Eppure basta la sagoma delle corna per farci pensare subito allo scontro: un simbolo familiare si riconosce in un attimo, anche quando te ne ricordi soltanto una parte.

Fuoco, Marte e il primo posto nello zodiaco

L'Ariete è un segno di Fuoco, governato da Marte, e appartiene ai segni cardinali, quelli legati all'inizio di una nuova fase. Nello zodiaco tropicale, il sistema che prende come riferimento equinozi e solstizi, il segno comincia all'equinozio che segna l'arrivo della primavera nell'emisfero settentrionale: è l'apertura del ciclo zodiacale. Già Tolomeo, autore del Tetrabiblos, legava il disegno dei segni a questi passaggi dell'anno. La costellazione omonima, invece, è un'altra cosa: una regione del cielo che porta lo stesso nome senza coincidere con il segno.

Da qui viene l'immagine dell'inizio. Iniziare e avere fretta, però, non sono la stessa cosa: il primo gesto può arrivare dopo mesi di pensieri. Nell'articolo Aries the Ram, Deborah Houlding distingue la capacità di guidare dal semplice gusto per lo scontro e la collega alla responsabilità verso il gruppo. Valorizza la franchezza del segno, e ne nota l'attrito con le sfumature.

Dane Rudhyar, in The Pulse of Life, usa un'altra immagine: nell'Ariete la personalità umana attraversa la sua fase di adolescenza, una fase in cui non è mai del tutto sicura di che cosa sia. Accanto all'audacia mette il bisogno di contatto e il timore del vincolo. Anche chi parte per primo, in quella lettura, aspetta una risposta.

Un Ariete che lavora la lana

Manilio, autore di un poema astrologico latino, associava l'Ariete alle arti e ai commerci della lana. I gesti li elenca uno per uno: ammassare il vello grezzo, cardarlo, filarlo sottile, tendere la trama sul telaio, e poi comprare e rivendere stoffe di ogni genere. Nel punto in cui ti aspetteresti un elenco di battaglie, il poema elenca un mestiere, e perfino un banco di mercato.

Non è un talento artigiano da attribuire ai nati nel segno. È il segnale che il materiale per raccontare l'Ariete era più ampio di quello arrivato fino a noi. Il combattimento non era l'unica strada: bastava guardare la lana invece delle corna.

Anche nelle letture contemporanee la distinzione torna. Su Personare, portale astrologico brasiliano, Márcia Fervienza distingue esplicitamente la vitalità dall'aggressività attribuita al segno. Parlare con forza o alzarsi per fare qualcosa non dice ancora contro chi ci si stia muovendo. A volte non c'è nessun avversario.

Le tre decadi

Primo decano, Marte
dai 0 ai 10 gradi del segno

La tabella viene dalla tradizione: Marte ritorna nel primo decano e riporta al centro il cominciare. Il confronto con la vita quotidiana che segue è una lettura Casa Oracoli, non un ritratto antico di chi è nato in questa parte del segno: il momento in cui una proposta smette di essere una bella idea, perché qualcuno fa la telefonata, apre il lavoro, comunica la decisione.

Secondo decano, Sole
dai 10 ai 20 gradi del segno

Nella sequenza caldea il secondo decano è attribuito al Sole. Di nuovo come lettura Casa Oracoli, non come ritratto antico di un periodo di nascita: con il Sole si può fermarsi su chi ha voluto la proposta, su aver messo qualcosa di proprio in un progetto e desiderare che si riconosca anche quando il lavoro diventa comune.

Terzo decano, Venere
dai 20 ai 30 gradi del segno

Il terzo decano è attribuito a Venere, forse il nome meno atteso in un Ariete raccontato soltanto attraverso lo scontro. Ancora una lettura Casa Oracoli: apre il confronto con il desiderare qualcosa insieme a un'altra persona, l'autonomia che sceglie un accordo, non perché rinunci a volere.

Dove l'abbiamo verificato

  • , Biblioteca, un'antica raccolta di miti greci: Racconta la fuga di Frisso ed Elle sul montone dal vello d'oro, la caduta di Elle in mare e il sacrificio dell'animale a Zeus Fissio, Zeus «dello Scampo».
  • attribuita a Igino, Astronomica, un'opera antica sui miti del cielo: Conserva un finale diverso: il montone lascia il vello e raggiunge le stelle, invece di essere sacrificato.
  • Manilio, un poema astrologico latino: Associa l'Ariete alle arti e ai commerci della lana: ammassare il vello grezzo, cardarlo, filarlo sottile, tendere la trama sul telaio, comprare e rivendere stoffe di ogni genere, e perfino un banco di mercato.
  • Tolomeo, Tetrabiblos: Lega il disegno dei segni ai passaggi stagionali dell'anno, equinozi e solstizi: è il riferimento che si segue quando si parla dell'Ariete tropicale.
  • Firmico Materno, Mathesis (II.4): Documenta, fra gli altri, la sequenza caldea dei decani, quella che assegna all'Ariete prima Marte, poi il Sole, poi Venere.
  • Lidia Fassio, il suo profilo dell'Ariete: Legge il simbolo grafico del segno come una testa con due corna, usa la nascita come immagine dell'inizio e distingue la reazione immediata dall'azione rivolta a uno scopo.
  • Deborah Houlding, Aries the Ram (articolo): Distingue la capacità di guidare dal semplice gusto per lo scontro e la collega alla responsabilità verso il gruppo; valorizza la franchezza, ne nota l'attrito con le sfumature e parla di rabbia rapidamente espressa e poco rancore.
  • Dane Rudhyar, The Pulse of Life: Scrive che nell'Ariete «la personalità umana attraversa la sua fase di adolescenza», una fase in cui non è mai del tutto sicura di che cosa sia, e affianca all'audacia il bisogno di contatto e il timore del vincolo.
  • Márcia Fervienza, il profilo dell'Ariete sul portale astrologico brasiliano Personare: Il profilo del segno mette in relazione entusiasmo iniziale e difficoltà a continuare e rifiuta un unico abbinamento ideale; Fervienza, su Personare, distingue esplicitamente la vitalità dall'aggressività attribuita al segno.

Domande

Quando comincia l'Ariete?
Nello zodiaco tropicale, il sistema che prende come riferimento equinozi e solstizi, l'Ariete comincia all'equinozio che segna l'arrivo della primavera nell'emisfero settentrionale: è l'apertura del ciclo zodiacale. Già Tolomeo, nel Tetrabiblos, legava il disegno dei segni a questi passaggi dell'anno. Qui non traduciamo quell'equinozio in un intervallo di date fisso: il riferimento che seguiamo è stagionale.
Perché trovo tabelle di decani diverse?
Perché sono due regole diverse. Qui seguiamo la sequenza caldea, Marte, Sole e Venere, una convenzione condivisa dalla tradizione che documenta fra gli altri Firmico Materno nella Mathesis (II.4). Nel sistema moderno per triplicità le tre parti richiamano i tre segni di Fuoco, Ariete, Leone e Sagittario, e i pianeti che li governano: per questo al terzo posto arriva Giove invece di Venere. Sapere quale dei due si sta leggendo evita di sommare descrizioni nate da criteri diversi.
L'Ariete è davvero il segno più impulsivo?
Non è una domanda a cui questi testi rispondano sì o no: descrivono simboli e tradizioni, non caratteri misurati. Quello che si può dire è che il legame con l'inizio sta nei testi, fra Fuoco, carattere cardinale e apertura del ciclo all'equinozio. L'equazione fra iniziare e avere fretta arriva invece quando quelle idee escono dai libri e nelle conversazioni diventano più corte. Lo stesso segno, in Manilio, portava con sé mestieri, lavorazioni e perfino un banco di mercato.

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