Aria · Venere · dal 23 settembre al 22 ottobre
Segno della Bilancia: le fonti, non lo stereotipo
Siete appena entrati al cinema. Tu preferiresti qualche fila più avanti, l'altra persona il fondo, ma nessuno dei due lo dice. «Decidi tu.» «Per me è uguale.» Finite in mezzo, e nessuno dei due è contento. È la scena da cui parte spesso il racconto della Bilancia: vede le ragioni di tutti, vuole piacere, impiega un tempo infinito a scegliere.
Questa pagina non ti dice se ti riconosci. Fa una cosa più stretta: ti mostra come quella battuta è fatta e cosa dicono invece i testi antichi che hanno dato un nome a questo pezzo di cielo. Il simbolo dei piatti contiene più movimento di quanto faccia pensare la parola equilibrio.
- Quello che si dice
- La Bilancia non sa decidere: vede le ragioni di tutti, vuole piacere a tutti, e davanti a due opzioni banali ci mette un tempo infinito.
- Da dove viene davvero
- Nasce da una selezione: del simbolo si tiene un tratto e si lasciano cadere gli altri. Nel poema astrologico di Manilio la Bilancia tiene insieme il pesare e il decidere: pesi, misure, calcoli, ma anche il diritto e la decisione delle controversie. Alla cena di Trimalchione, in Petronio, il padrone di casa spiega lo stesso simbolo scegliendo solo i mestieri che pesano merci. In uno studio sul banchetto di Trimalchione, Oliver Schwazer osserva che fra quei mestieri mancano i giudici. Una selezione simile aiuta a capire la forza di una caricatura contemporanea, senza supporre che discenda da quella cena.
- Cosa resta in piedi
- Resta la sensibilità al rapporto e al modo in cui le parti stanno vicine: è la parte che in questa lettura si associa a Venere, il pianeta del segno. Non resta la bilancia ferma a metà. Pesare, in questa immagine, prepara un giudizio, e nel linguaggio astrologico occidentale qui adottato la Bilancia è un segno cardinale: «cardinale» indica l'avvio di una stagione nella cornice tropicale. Puoi riconoscerti nell'attenzione all'accordo e rifiutare il ruolo di pacificatore.

Prima di essere un temperamento, la bilancia è uno strumento
Un oggetto entra in un piatto, un peso nell'altro. Il movimento si arresta quanto basta per consentire un giudizio: quanto pesa, quanto vale secondo quella misura, se ciò che è stato consegnato corrisponde a ciò che era stato promesso. L'immagine contiene un momento di sospensione, ma contiene anche un esito.
Nel poema astrologico di Manilio la Bilancia viene associata a pesi, misure e calcoli, ma anche al diritto e alla decisione delle controversie. Siamo dentro una dottrina antica, non davanti a una verifica delle professioni adatte a chi nasce sotto il segno. Manilio mette insieme cose che oggi teniamo separate: il mercato e il tribunale, la stadera e la sentenza. È un accostamento che aiuta, perché ricorda che pesare non è un gesto astratto. Qualcuno deve possedere lo strumento, e qualcun altro deve fidarsi che sia tarato bene.
Resta la domanda con cui lo strumento diventa interessante: con quali pesi. Il conto della cena diviso per quattro è simmetrico, e non è la stessa cosa che essere giusto. Chi divide per quattro ha usato lo strumento e ha saltato il giudizio.
Chele, non piatti: il nome ha viaggiato
Nella nomenclatura mesopotamica compare già una Bilancia. In testi greci, invece, la stessa regione viene chiamata con il nome delle Chele dello Scorpione. Questo non significa che i Romani abbiano aggiunto un dodicesimo segno a un elenco di undici: Arato, nel suo poema sui fenomeni del cielo, nomina dodici figure zodiacali e distingue le Chele dallo Scorpione.
Conviene tenere separate due cose che il nome avvicina. Il segno è un settore di trenta gradi del sistema adottato; la costellazione è una figura stellare con una storia e confini diversi, e la somiglianza dei nomi non rende intercambiabili le due cose.
I nomi hanno convissuto e viaggiato fra lingue e sistemi di conoscenza. Cercare un solo momento in cui le chele si sarebbero trasformate in piatti rende il racconto più facile, ma elimina proprio la parte interessante: le stesse stelle possono essere organizzate e nominate attraverso immagini differenti.
Dal vassoio alla vignetta
A una cena raccontata da Petronio arriva in tavola un grande vassoio con i dodici segni zodiacali, e a ciascuno corrisponde una preparazione. In corrispondenza della Bilancia c'è una piccola bilancia, con una torta su un piatto e un'altra sull'altro. Poi il padrone di casa prende la parola e spiega i segni: collega la Bilancia a macellai, venditori di profumi e persone che pesano merci. Non sta offrendo un ritratto psicologico completo: sceglie ciò che gli permette di brillare in quella conversazione.
Il confronto con Manilio rende visibile anche un'assenza. In uno studio sul banchetto di Trimalchione, Oliver Schwazer osserva che fra i mestieri scelti dal padrone di casa mancano i giudici: restano le attività legate al pesare merci. Il medesimo simbolo può così sostenere un discorso sul giudizio oppure una trovata da banchetto. Non basta riconoscere la bilancia per sapere quale idea stia mettendo in scena chi la nomina.
Pensa ora alla vignetta in cui due opzioni banali diventano un dramma interminabile, con la scritta «Bilancia» sopra la testa del protagonista. Una selezione come quella di Trimalchione aiuta a capire la forza di una caricatura contemporanea, senza supporre che la caricatura discenda da quella cena. Fra il vassoio e la vignetta cambia chi fa la battuta: a quella cena era il padrone di casa a spiegare il gioco, oggi il gioco circola da solo e nessuno lo firma. Una volta ridotto il simbolo all'esitazione, spariscono il criterio della scelta, la posta in gioco e il momento in cui qualcuno decide. Rimane soltanto il tempo impiegato.
Il punto in cui l'immagine si complica
Tolomeo colloca la Bilancia al punto equinoziale autunnale: il riferimento è boreale, e non descrive il clima di tutto il pianeta. «Cardinale», nel linguaggio astrologico occidentale qui adottato, indica l'avvio di una stagione nella cornice tropicale. Sul piano del simbolo, la modalità cardinale complica l'immagine di una persona che aspetta sempre le decisioni altrui: aprire un confronto, proporre un incontro, dare una forma a una collaborazione sono iniziative. Anche chi dice «sediamoci e parliamone» sta cambiando la situazione.
Qui il simbolo della Bilancia incontra una difficoltà più interessante dell'indecisione: prima di distribuire i pesi bisogna scegliere cosa mettere sui piatti. Due gruppi si dividono una sala a sabati alternati, la divisione è simmetrica e permette di chiudere una discussione che stava diventando tesa, poi qualcuno ricorda un terzo gruppo che nessuno aveva pensato di avvisare. La correttezza dei turni non risolve il problema delle persone che non hanno potuto esprimere una richiesta.
È qui che compare l'ombra che la caricatura non vede. Non sta soltanto nel cedere: sta anche nell'affezionarsi a una soluzione perché è elegante, perché mette tutti a tacere, perché fa apparire ragionevole chi l'ha trovata. La Bilancia di queste pagine non ha bisogno di stare a metà fra qualsiasi coppia di posizioni. Può inclinarsi, preferire, sostenere una parte. Quello che resta da osservare è il modo in cui arriva al giudizio.
Le tre decadi
Un segno occupa trenta gradi dello zodiaco, un decano ne comprende dieci; per collocare una posizione servono i suoi gradi nel sistema adottato, perché date fisse del calendario non descrivono con precisione ogni anno e ogni caso. In questa prima fascia il clima dell'incontro passa in primo piano. Una proposta identica arriva diversamente quando qualcuno si sente ascoltato o si prepara a difendersi. Il gesto utile è accorgersi del cambiamento, non sistemarlo subito.
L'accento si sposta sul tempo. Un patto piacevole nel momento in cui nasce deve poi attraversare ritardi, stanchezza e circostanze mutate. Dare un limite o precisare una responsabilità può rendere l'accordo meno brillante da raccontare e più semplice da vivere.
Il campo della domanda si allarga: il criterio che sostieni sembrerebbe ancora ragionevole se la stessa decisione riguardasse una persona meno simpatica? Il rischio dichiarato è la predica, in cui il bene comune coincide sempre con l'opinione di chi parla.
Dove l'abbiamo verificato
- Manilio, il poema astrologico di Manilio: Associa la Bilancia a pesi, misure e calcoli, ma anche al diritto e alla decisione delle controversie: il mercato e il tribunale, la stadera e la sentenza nella stessa immagine.
- Arato, il suo poema sui fenomeni del cielo: Nomina dodici figure zodiacali e distingue le Chele dallo Scorpione, dove i testi greci chiamano Chele la regione che oggi diciamo Bilancia.
- Petronio, la cena raccontata da Petronio: Al banchetto arriva un vassoio con i dodici segni e, per la Bilancia, una piccola bilancia con una torta su ciascun piatto. Il padrone di casa collega poi il segno a macellai, venditori di profumi e persone che pesano merci.
- Oliver Schwazer, uno studio sul banchetto di Trimalchione: Osserva che fra i mestieri scelti dal padrone di casa mancano i giudici: restano attività legate al pesare merci.
- Tolomeo: Colloca la Bilancia al punto equinoziale autunnale, con riferimento boreale.
- Firmico Materno, Mathesis (II.4): Documenta fra gli altri l'ordine caldeo dei decani, la convenzione seguita qui: per la Bilancia Luna, Saturno e Giove. Venere resta il pianeta del segno intero.
- , Brihat Jataka I.11, nella traduzione di N. Chidambaram Aiyar (1905): Dalla sua regola, per la Bilancia risultano Venere, Saturno e Mercurio: i sistemi non contano i terzi nello stesso modo, e la differenza va tenuta.
Domande
- Quali sono le date della Bilancia?
- Dal 23 settembre al 22 ottobre. Sono date convenzionali: date fisse del calendario non descrivono con precisione ogni anno e ogni caso, e per collocare una posizione servono i suoi gradi nel sistema adottato.
- Perché la Bilancia porta il nome di un oggetto?
- Perché, prima di essere un temperamento, la bilancia è uno strumento. E la stessa regione di cielo ha avuto più nomi: nella nomenclatura mesopotamica compare già una Bilancia, mentre in testi greci viene chiamata con il nome delle Chele dello Scorpione. Arato nomina dodici figure zodiacali e distingue le Chele dallo Scorpione.
- La Bilancia è davvero indecisa?
- Nel poema astrologico di Manilio il segno è associato a pesi, misure e calcoli, ma anche al diritto e alla decisione delle controversie: in quell'immagine pesare le ragioni serve anche a pronunciarsi. L'indecisione è quello che resta quando del simbolo si tiene soltanto il tempo di sospensione. Il segno solare, in ogni caso, non riassume una persona, e un'immagine simbolica non diventa una prova del carattere.
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